Col S. Anna – Venàs di Cadore 30 maggio
Solo, dopo due giorni di angoscie inesprimibili; solo per ordine superiore, per rigorosa interpretazione di una disposizione che forse non riguardava me. La mia, buona, cara, santa Enrica era a Venàs e aspettava mie ... »
Col S. Anna – Venàs di Cadore 30 maggio
Solo, dopo due giorni di angoscie inesprimibili; solo per ordine superiore, per rigorosa interpretazione di una disposizione che forse non riguardava me. La mia, buona, cara, santa Enrica era a Venàs e aspettava mie nuove, che facilmente aveva da soldati che andavano giù, da me stesso, che toglievo, pel riposo agli altri accordato, le due ore di presenza inutile sul monte, per rinfocolare il mio entusiasmo nelle braccia di lei, ammiratrice delle armi; ed ora! Ora anche lei sente scosso dalla imperialistica imposizione il suo entusiasmo ed anche io trovo la crudeltà della ingiusta interpretazione!.. La Signora del Capitano Paterna si recherà a Belluno nell’attesa del risultato della domanda presentata.
Enrica aveva presentata domanda per essere inscritta alla Croce Rossa come infermiera nella infermeria di Venàs, e per questa aspetta risultato; abbiamo telegrafato al Ministro Zuppelli – il quale ci onora della sua amicizia – perché la domanda sia accolta; chi sa se egli potrà dare disposizioni in proposito, e quando riceverà il telegramma. I telegrammi privati sono portati dalla posta sino a Belluno e da lì procedono telegraficamente, nessun cittadino può telegrafare se non quando nel telegramma vi sia il visto di un’autorità militare, ed io stesso ho dovuto controfirmare come Comandante la 69a Comp. a di M.T.
Ed ora la mia cara Pupona, colei che ha saputo conquistare tutto il mio essere, verso la quale io finisco per essere sospettoso, così come sono di tutto e per tutti, anche del mio stesso pensiero, che sottometto alle più rigorose indagini perché sia presente a sé stesso, è lontana da me abbandonata completamente al suo intuito, alla sua saggezza e voglio augurarmi che così come il mio essere è sempre presenta da lei attraverso l’etere, anche lei invii a me la parte più bella di lei e il suo cuore palpiti per il suo fedelissimo uomo.
Già la guerra è inoltrata, i nostri soldati muoiono sulla terra italiana che è stata per cinquant’anni oppressa dall’austriaco, già nel mare le prime vittime italiane e il cacciatorpediniere Turbine sono state consacrate alla patria, e qui su queste alture (1355 m.) il rombo lontano perviene lento e misterioso. Chi sa se i preparativi che noi facciamo attorno ai nostri cannoni debbano essere inutili e se dovremo abbandonare il forte per avanzare anche noi!..
5 giugno 1915
I giorni volano nelle complesse fatiche di questo triplice comando, della 69a, di Col Sant’Anna come reparto di truppa, di Col S.Anna come batteria, e tutti i miei propositi di fare qualche cosa per la professione sono vani; i minuti di tempo che mi restano sono dedicati alla mia Pupona, scrivo a lei quanto più posso ma non tutto quello che vorrei dire posso dire, per non lasciare adito alla censura di distruggere le lettere mie: pensieri miei per la Donna che tanta parte di me è nella vita.
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